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Parchi

Parco Nazionale Foreste Casentinesi

Il paesaggio del Parco è caratterizzato dalle rocce sedimentarie, prevalentemente arenarie intercalate a marne, che in Romagna appaiono frequentemente con caratteristiche scarpate stratificate, o con crinali spogli. È differente la conformazione nella zona sud-est del Parco, dove il Monte della Verna, con le sue rupi calcaree, si distingue in un paesaggio con ampie pendici tondeggianti interrotte da erosioni calanchive, che rivelano la presenza di argille.
Il Parco eccelle, dal punto di vista naturalistico, come una delle aree forestali più pregiate d’Europa, il cui cuore è costituito dalle Foreste Demaniali Casentinesi, al cui interno si trova la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, istituita nel 1959. È anche un territorio con centri abitati ricchi di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche, che si offrono al visitatore in una meravigliosa cornice naturale, ricca di flora e di fauna, tra cui spicca la più importante popolazione di lupo dell’Appennino settentrionale, nonché l’eccezionale presenza di cinque specie di ungulati: cinghiale, capriolo, daino, cervo e muflone.
Ci sono all’interno del Parco due poli di grande fascino ed importanza spirituale: il Santuario della Verna e l’Eremo di Camaldoli.
Il Parco comprende un’area nella quale l’uomo ha sempre vissuto e lavorato, ed è questo il motivo della presenza dei numerosi ruderi e borghi abbandonati nel suo territorio.
A causa del massiccio esodo che si è verificato a partire dal secondo dopoguerra, il numero degli attuali abitanti del Parco è ridotto a circa 1.500 persone. L’area protetta si può visitare con piacevoli escursioni a piedi, in mountain bike, a cavallo o, in inverno, con gli sci da escursionismo lungo i circa 600 chilometri della rete sentieristica

(Fonte: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi) - Clicca qui per leggere il resto dell'articolo

Parco Zoo Poppi

Nel 1972 il Dr. Mattoni Roberto, medico veterinario, ha realizzato in Comune di Poppi (Ar), con il solo aiuto della moglie Renata e dei 5 figli il 1° Parco Zoo della Fauna Europea, Parco Zoo che è stato il primo ed è a tutt'oggi l'unico del genere ad ospitare la sola fauna europea.
Il Parco, si estende su una superficie di circa 50 ettari con piante di pini, castagni e querce secolari, l'opera che ha nello stesso tempo fini ecologici, culturali, didattici e faunistici rappresenta una concreta testimonianza di fede e amore per la natura.
Il Parco a differenza di altri pur essendo di pubblico godimento ed uso non ha beneficiato a tutt'oggi né per la sua realizzazione né per il suo mantenimento di finanziamenti pubblici alcuni, è vissuto e continua a vivere grazie alla sola opera continua della famiglia Mattoni oltre che all'entusiastico consenso dei visitatori e alla riproduzione ottimale degli animali che nel parco hanno trovato un habitat ideale.
Al centro del Parco, sorge la chiesetta (dedicata a San Francesco d'Assisi) da cui in uno scenario inconfondibile si scorgono il lago con l'avifauna acquatica, il castello medievale di Poppi, la catena del Pratomagno e il sacro monte della Verna; Camaldoli con il suo monastero ed il Parco Nazionale delle Foreste casentinesi sono situati a pochi chilometri.
Una visita al "Parco Zoo" potrà significare sia per genitori e figli sia per insegnati e studenti, oltreché alcune piacevoli ore passate all'aperto in compagnia dei più bei esemplari della "Fauna europea" una verifica immediata e diretta degli studi che gli alunni vanno eseguendo sui testi di zoologia sul mondo degli animali, e soprattutto la possibilità di provare quegli impulsi sentimentali verso gli animali che i libri di testo non potranno mai dare.
La grazia, la bellezza, l'agilità, l'armonia e la profusione dei colori o il fascino del canto delle diverse specie di animali che vivono nel "Parco" è di per sé un magnifico spettacolo e nello stesso tempo un "libro aperto" e vivente della natura.

(Fonte: Parco Zoo di Poppi) - Clicca qui per leggere il resto dell'articolo

Sentiero della Bonifica - Canale Maestro della Chiana

La pedalata lungo il Canale Maestro della Chiana è un viaggio nel tempo e negli elementi: si pedala nel cuore della civiltà etrusca e nel segno delle acque in un territorio disegnato dalle forze della natura e dalle mani dell’uomo.
La storica opera di bonifica iniziata nel XVI secolo ha trasformato la Val di Chiana in un importante centro agricolo; ancora oggi l’economia locale è fortemente radicata ai prodotti della sua terra dove si pedala sulle strade del formaggio e della frutta, dell’olio, del vino e della chianina. Tra Arezzo e Chiusi molteplici sono le possibilità di entrare in sintonia col cuore di una terra tutta da vivere, nel segno della storia e dell’arte lungo la storica via d’acqua, lasciandosi tentare dalle eccellenze di un territorio che, al di là delle etichette, profuma di autenticità.
Il sentiero ciclopedonale del Canale Maestro della Chiana che unisce Arezzo con Chiusi è un percorso di circa 62 km attrezzato e protetto per chi viaggia lentamente, in bici o a piedi. L’antica strada utilizzata per la manutenzione del canale e delle chiuse costituisce infatti un tracciato naturale privo di dislivelli e particolarmente adatto ad un turismo sportivo familiare.

(Fonte: Sentiero della Bonifica - Canale Maestro della Chiana) - Clicca qui per leggere il resto dell'articolo

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